domenica 6 dicembre 2009
I compagni
Ma uno dopo l’altro, ancora impietriti dall’orrore,
Li risvegliava l’affetto e li faceva parlare
Sapendo, in quella pena, che c’era molto da fare
Perchè non fosse inutile Perchè vivesse ancora
Dieci creature sole, senza dei a portar doni
Di genio o d’eroismo nella notte feroce:
E una dopo l’altra prendono la parola
Consigliando i compagni, inghiottendo il dolore,
decidendo con calma ciò che faranno insieme
Sapendo che lo faranno, fra dieci anni o domani
E che in questo se stessi resta un uomo e il suo dono
Riccardo Orioles, Allonsanfan

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