Sindrome Catania è quel tale stato d’animo per il quale, da un anno a questa parte, ovunque in Italia il siciliano viene innanzitutto ritenuto catanese. Ciò perché qualunque cosa sia accaduta in questi ultimi tempi in Sicilia, essa è accaduta a Catania o l’hanno fatta i catanesi. Sono catanesi i cavalieri del lavoro che hanno fatto impazzire mafiologi ed economisti di mezza Europa, che gestiscono ognuno centinaia di miliardi, che costruiscono in ogni parte della Sicilia e dell’Europa, dell’Africa, dell’America del Sud, autostrade, dighe, ponti, grattacieli, chiese, centrali nucleari, chiodi e locomotive. E’ catanese l’uomo che viene braccato sotto l’accusa di aver organizzato e personalmente eseguito con un Kalashnikoff l’assassinio del generale dalla Chiesa. E’ catanese la Procura generale sottoposta a inchiesta del consiglio superiore della magistratura per accertare se clamorose indagini su evasioni fiscali e collusioni mafiose abbiano subito colpevoli ritardi o siano state addirittura imboscate. Tutto sommato è anche catanese la cooperativa di giornalisti che realizza questo giornale, unica cooperativa giornalistica in tutta Italia che possieda i suoi strumenti editoriali, sia proprietaria del giornale che realizza e non abbia alle spalle alcun potere politico e finanziario che possa deviarla dalla verità.
[G. Fava, Sindrome Catania, I Siciliani, Aprile 1983]
giovedì 24 dicembre 2009
Sindrome Catania

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